Ancora una volta il Teatro Ambra ai limiti della capienza per la fionda a Carlo Petrini, fondatore di Slow food, l’uomo che iniziò 25 anni fa dalla campagna albese una rivoluzione lenta e cocciuta fino ad essere definito dal Time uno degli eroi del nostro tempo. Sul palco ingauno Carlo Petrini, affiancato dal padrone di casa Antonio Ricci, conferma di essere un visionario carismatico, appassionato sostenitore del buon bere e del buon cibo. Riceve dai fieui di caruggi la fionda per non avere mai smesso di inventare il futuro e per avere capito con largo anticipo su tutti gli altri l’importanza della bio diversità e delle identità territoriali. Per la strenua difesa del terreno agricolo dalla scellerata cementificazione, per il sostegno ai piccoli produttori e agli artigiani. Ma anche per non avere mai dismesso la sua anima giocosa, per essere rimasto il ragazzo langarolo che girando di cascina in cascina chiedeva un cesto di uova in cambio di una cantata … Sul palco partecipano alla festa uno straordinario Enrique Balbontin e il mimo-tenore Simone Barbato. Intervento a sorpresa del fieu “ad honorem” Franco Fasano. Regalano al pubblico la loro musica e le loro voci Danila Satragno, Davide Geddo e Mauro Vero. Conduce come sempre Mario Mesiano. E poi tutti in un’osteria del centro storico.
… fionda della lentezza felice

© Foto di Mario Rossello